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Ridefinizione dell'assetto organizzativo-didattico dei Centri di istruzione per gli adulti

Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca

Dipartimento per l’Istruzione

Direzione Generale per gli Ordinamenti Scolastici e per

l’Autonomia Scolastica - Segreteria del Consiglio Nazionale della P.I.

All’On.le Ministro - SEDE

MIURAOODGOS Prot. n. 12685 Roma, 16 dicembre 2009

Oggetto: Parere sullo schema di regolamento recante lo norme generali per la ridefinizione

dell’assetto organizzativo-didattico dei Centri di istruzione per gli adulti, ivi compresi i corsi

serali, da adottarsi ai sensi dell’art. 64, comma 4, lettera f, del decreto legge del 25 giugno

2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133.

Adunanza del 16 dicembre 2009

IL CONSIGLIO NAZIONALE DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE

Vista

la nota prot. n. 2542 del 6 ottobre 2009 (Dipartimento per l’Istruzione) con la quale è stato

richiesto il parere del CNPI in merito all’argomento in oggetto;

Visti gli artt. 24 e 25 del D.L.vo n. 297 del 16 aprile 1994;

Visto

il documento della Commissione redazionale appositamente costituita per l’esame istruttorio ed

incaricata di riferire al Consiglio in ordine all’argomento in oggetto specificato;

dopo ampio ed approfondito dibattito;

E S P R I M E

il proprio parere nei seguenti termini:

Introduzione

L’apprendimento permanente, di cui l’educazione degli adulti è componente essenziale, è

da più di un decennio un elemento centrale nelle politiche europee, una prospettiva, più

che una strategia, prescelta per garantire competenze culturali a tutti i cittadini che vivono

e lavorano in Europa fra esigenze di competitività, mutamenti demografici e processi di

inclusione sociale.

Una scelta imposta dai cambiamenti intervenuti nel mondo globalizzato e nel lavoro,

nell’economia e nella società, tali da richiedere sempre più spesso il ritorno, in età adulta,

a percorsi di istruzione e formazione per aggiornare le proprie competenze e vivere in

modo attivo nelle diverse età della vita.

2

Una scelta finalizzata a incrementare il livello generale delle competenze della

popolazione adulta in direzione di risultati di apprendimento che sappiano rendere i

lavoratori più efficienti e i cittadini più attivi e meglio informati.

Una esigenza da più anni molto avvertita anche nel nostro paese, che non ha ancora

trovato risposte legislative di sistema, tali da garantire a tutti gli adulti il diritto ad

apprendere per tutto il corso della vita, accedendo a occasioni adeguate alle loro esigenze

formative.

 
 

Un’esperienza, quella dell’educazione degli adulti, che ha bisogno, a parere del CNPI, di

essere riorganizzata, ma soprattutto di essere potenziata per colmare i ritardi di un paese

a rischio alfabetico elevato (analfabetismo funzionale 2.000.000 fra i 46 e i 65 anni; 52,3%

di diplomati tra i 25 e i 64 anni; il 19, 3% dei giovani tra 18 e 24 anni privo di diploma e

qualifica e fuori da ogni circuito formativo), cui si aggiungono le difficoltà di inserimento e

di integrazione di un numero sempre maggiore di migranti, che ormai vivono stabilmente

nel nostro paese.

Nel merito

Lo Schema di regolamento concentra opportunamente l’attenzione esclusivamente su una

“offerta formativa finalizzata al conseguimento di titoli di studio e di certificazioni riferiti al

primo e secondo ciclo di istruzione ai percorsi degli istituti tecnici, degli istituti professionali

e dei licei artistici”.

Una prospettiva e una necessità imposte, a parere del CNPI, dall’esigenza di garantire l’acquisizione di competenze culturali e una effettiva integrazione a tutti coloro che ne

fruiranno.

Di contro il CNPI sottolinea l’opportunità che non siano cancellate, perché rispondenti a

bisogni formativi funzionali, le esperienze concretamente realizzate nei corsi finalizzati a

dare risposte di alfabetizzazione nei CTP, nelle sedi carcerarie , quali ad esempio i corsi di

lingua, informatica etc. destinati ad adulti, anche migranti, già in possesso di titolo di

studio, che necessitano di formazione linguistica o di acquisire competenze digitali.

Una esperienza ampiamente monitorata in importanti indagini osservative ed analisi

economiche che se ridimensionata andrebbe, a parere del CNPI, dispersa con grave

danno per le persone che ne fruiscono e per coloro che lavorano da molti anni in questo

delicato settore.

Consentire l’accesso all’istruzione di parti più consistenti di popolazione adulta, in

particolare quella con bassi livelli di istruzione e qualificazione, rimane, a parere del CNPI,

un obiettivo da perseguire, soprattutto nell’attuale situazione di crisi economica e

finanziaria.

Il CNPI, pertanto, nell’auspicare la rapida approvazione di una legge che possa affrontare

complessivamente i temi dell’apprendimento permanente (formale, non formale,

informale), osserva che le scelte prospettate nello Schema di regolamento appaiono

fortemente condizionate dagli obiettivi di contenimento della spesa (legge 133/08), con un

impatto devastante su quanto concretamente si è avviato e realizzato nei territori per

iniziativa delle scuole, delle Regioni, degli Enti locali.

Nel merito, il CNPI, pur valutando positivamente il conferimento dell’autonomia al Centro

previsto “di norma” per ciascuna provincia, osserva che la sua costituzione è fortemente

condizionata dai criteri e dai parametri di dimensionamento (dPR n. 81/09) delle istituzioni

scolastiche, compromessa nel funzionamento da risorse professionali ridotte, dalle

dimensioni e dalle caratteristiche del territorio provinciale.

3

La stessa articolazione in reti territoriali di servizio, pur coerente con l’esigenza di garantire

un’offerta formativa più organica e di consentire la programmazione formativa sul territorio,

rischia di precludere le potenzialità ascrivibili a una istituzione scolastica autonoma,

laddove le caratteristiche territoriali non consentissero all’utenza e alle professionalità di

scuola quegli standard di funzionamento necessari per la realizzazione delle attività

programmate. Sarebbe compromessa anche la qualità della proposta.

Tali considerazioni spingono il CNPI a proporre in questa fase, più che una ridefinizione

così radicale, l’adozione di misure di sostegno all’innovazione in questo settore,

ricalibrando la domanda e l’offerta di istruzione per gli adulti e perseguendo alcuni obiettivi

irrinunciabili, ovvero quelli finalizzati a potenziare il processo di autonomia dei singoli

Centri, con una particolare predilezione per quelli ascrivibili a un sistema di governance, di

accompagnamento e sostegno delle reti territoriali e delle professionalità di scuola

(disponibilità di mediatori culturali, organizzazione di attività di formazione in servizio…).

Riguardo all’utenza dei Centri prefigurata nello Schema di regolamento, il CNPI osserva

che occorre garantire un titolo di studio ai sedicenni che non ne sono in possesso o non

hanno assolto l’obbligo di istruzione.

Quindi non appare coerente la proposta di un percorso ridotto non pensato per gli

adolescenti. Abbandoni, insuccesso scolastico, dispersione non trovano soluzioni in tali

percorsi.

Riguardo all’assetto didattico, il CNPI sottolinea l’esigenza, già manifestata in sede di

parere sugli schemi di regolamento del primo e secondo ciclo di una più puntuale

attenzione al processo di ridefinizione delle indicazioni culturali (curricoli e competenze,

discipline …), tanto più utili in questa prospettiva che dovrà essere necessariamente

flessibile e modulare.

L’esclusione dei corsi brevi e modulari dall’operazione di riordino non appare una strategia

condivisibile nel breve periodo sia perché penalizza le occasioni che gli attuali CTP hanno

perseguito in questi anni per dare risposte (anche brevi) a bisogni formativi di cittadini

italiani appartenenti alle fasce sociali più deboli, ivi compresi i migranti, sia perché

l’operazione di ridefinizione prevista si muove in assenza di una legge quadro che

ridefinisca complessivamente tutte le opportunità di istruzione e formazione comprese

nella formazione lungo tutto l’arco della vita (formale, informale, non formale).

Lo Schema di regolamento si limita a precisare i livelli (I e II) articolati in periodi didattici

assumendo un quadro di conoscenze, abilità e competenze non ancora note in via

definitiva, stante il processo di essenzializzazione delle Indicazioni/armonizzazione dei

curricoli con riferimento al primo ciclo e la riscrittura degli obiettivi di apprendimento con

riferimento ai nuovi assetti che emergeranno dai regolamenti del II ciclo, una situazione

che condiziona inevitabilmente anche il tempo scuola e le modalità utilizzate

nell’articolazione delle proposte formative previste.

Anche le innovazioni introdotte (“diploma in tre anni”, “didattica breve” e “a distanza”,

flessibilità dell’offerta, certificazione e riconoscimento dei crediti formativi comunque

acquisiti) sembrano pregiudicare l’esito di una scelta che, invece, è vissuta e praticata dai

fruitori come una vera e propria seconda chance che può rispondere ai bisogni di

alfabetizzazione culturale di un’utenza adulta.

Va riconosciuta la specificità di una proposta formativa destinata “ad adulti” che sappia

corrispondere alle esigenze di chi ne fruisce, sostenuta adeguatamente da misure a

sostegno di coloro (insegnanti e dirigenti) che lavorano in questo settore, iniziative

necessarie per far fronte alla complessità della domanda formativa e alle molteplici

necessità di sviluppo in questo ambito.

4

Le indagini osservative sulla popolazione adulta hanno più volte evidenziato ragioni e

problemi specifici di questo settore nel nostro paese, aspetti che non meritano approcci

riduzionisti, tali da non consentire l’investimento dei singoli e della collettività per un

obiettivo che voglia privilegiare un approccio per competenze durature, compatibili con i

mutamenti in atto.

Per tutte queste ragioni, il CNPI ritiene che la possibilità di avviare l’operazione di

ridefinizione a partire dal prossimo anno scolastico, debba essere subordinata a scelte che

tengano conto delle riflessioni sugli aspetti sopra evidenziati.

Osserva, altresì, che andrebbe meglio valutato l’impatto di una scelta che di fatto riduce

l’offerta formativa destinata agli adulti per privilegiare la razionalizzazione della spesa.

Riguardo all’istituzione di un Centro per provincia avente le caratteristiche di una

istituzione scolastica autonoma, nel ribadire le riserve espresse in precedenza, il CNPI

osserva che tale attribuzione deve corrispondere a risorse finanziarie e organici adeguati a

sostenere l’offerta complessiva che dovrà, comunque, essere necessariamente distribuita

sul territorio.

Per altro l’attribuzione dell’autonomia solo in rapporto a scelte di dimensionamento appare

riduttiva rispetto alla portata di un impegno istituzionale a favore dell’innalzamento

culturale del Paese.

Quella prevista appare una organizzazione complessa, soprattutto laddove l’estensione

del territorio provinciale e/o la conformazione geografica del territorio potrebbero costituire

di fatto impedimenti per la frequenza delle proposte formative.

Se si ipotizza di rinforzare Il concetto di rete, non si può non tenere conto delle scelte che

le Regioni e gli Enti locali dovranno compiere in materia di servizi, ben al di là dei meri atti

di programmazione dell’offerta territoriale.

Riguardo agli organi collegiali, mancando una riforma dei medesimi, occorre meglio

precisarne la composizione e le specifiche competenze dei consigli di classe e/o di livello.

Nei suesposti rilievi, osservazioni, riflessioni e indicazioni propositive, è il richiesto parere.

Il Segretario Il Vice Presidente

Maria Rosario Cocca Mario Guglietti

 

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