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 Come nacque Macchia di Giarre.


Le origini di Macchia risalgono a parecchi secoli fa, quando chi, con gli antichi mezzi di allora (sceccu e carrettu = carretto trainato da un asino) per trasportare prodotti della terra, percorrendo la vecchia strada consolare, costruita con lastroni di pietra lavica, che portava da Catania a Messina, doveva passare obbligatoriamente da quello che era conosciuto come “Passo della Macchia”. Questo era chiamato così perché si presume derivi dal fatto che questo tratto di strada era soggetto a frequenti rapine da parte di banditi che assalivano i poveri contadini che la percorrevano  e poi si dileguavano nella macchia boschiva vicina. Si suppone che da ciò prese anche il nome la borgata.

In base a quanto pervenutoci dai manoscritti della Contea di Mascali, il territorio della Borgata di Macchia, è appartenuto sin dal 1815 a detta contea, anno in cui Giarre si distaccò dalla Contea di Mascali.

 La storia della Contrada di Fondo-Macchia pare risalga al lontano 1613 circa quando i vescovi di Catania, che erano i proprietari di detta zona, non potendo far fronte alle spese necessarie ai lavori di trasformazione e disboscamento di detti possedimenti, che ormai rendevano poco, al fine di avere un reddito più alto, optarono di dare le loro terre in enfiteusi a gente che si offrì disponibile alla loro coltivazione. Da quel momento si insediarono nella zona di Fondo-Macchia numerose famiglie e di conseguenza incominciarono a nascere le prime abitazioni, che con il passare degli anni contribuirono a creare delle comunità di tipo patriarcale, sparse lungo tutto il territorio. Il periodo di maggiore espansione di questa comunità si ebbe nel corso del 1700, insediandosi non solo nella zona Fondo-Macchia ma in tutta la vallata, che andava dall’attuale contrada Baglio, contrada a sud-ovest di Macchia, a tutto il costone lungo il torrente. Questi coloni provenienti da diverse zone limitrofe, di religione per lo più cattolica, non avendo un vero e proprio luogo di culto iniziarono a costruire degli altarini con delle icone, per i loro momenti di preghiera. Successivamente questi insediamenti divennero dei veri e propri quartieri. 

Tutto il territorio, sia quello di macchia che quello circostante, specie quelli a nord (contrada Arance e Coste) pare abbia ospitato alcuni insediamenti di epoca romana come testimoniano i dolium (antiche giare di epoca romana in terracotta) ritrovati a Fondo-Macchia e nella contrada Coste. Nel  secondo decennio dell’Ottocento, quando Giarre divenne comune autonomo, il borgo diventò parte integrante

del nascente comune.

DOLIUM ROMANO
Salvo Cosentino

 

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